martedì 2 giugno 2009

La parata di Silvio


Poco meno di seimila militari, 500 civili, 209 tra cani e cavalli, nove velivoli ed un posto vuoto. Questi i numeri della manifestazione che ricordava il 63esimo anniversario dell'istituzione della Repubblica in Italia. Dal 2 giugno del 1946 ad oggi il nostro paese ne ha viste tante, dalle crisi politiche alle gioie sportive, dai delitti della criminalità organizzata al progresso tecnologico che, tra le altre cose, mi permette di poter scrivere liberamente ciò che faccio e penso (oddio, su quest'ultimo punto  in realtà non è proprio così e ne parlerò nei prossimi giorni...).

Dicevamo dei numeri della parata odierna ai Fori Imperiali: un posto vuoto. Ebbene si, proprio il Presidente del Consiglio, come le migliori star dello spettacolo, è arrivato con un quarto d'ora di ritardo, bloccato a suo dire da telefonate internazionali in quel di Palazzo Grazioli. In una manifestazione in "tono minore" (i soldi risparmiati saranno destinati ai terremotati dell'Abruzzo), ci ha pensato Silvio (nella foto di Emmevì) a ravvivare la giornata: prima il ritardo, poi il bagno di folla che paralizza una parte di Roma. C'è chi lo acclama, chi gli grida "papi", chi lo chiama buffone e pagliaccio, riesce perfino a far tamponare due auto che procedevano a passo d'uomo...insomma, ancora una volta abbiamo avuto la riprova che se non ci fosse quest'uomo i media italiani non saprebbero di cosa (s)parlare. Non siamo più in democrazia gli urla qualcuno, Silvio nicchia, non risponde e preferisce tranquillizzare qualche milanista che lo implorava di non cedere Kakà. 

W l'Ita(g)lia, W l'ita(g)liani!!! 

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